sabato, Dicembre 3, 2022

Reasoned Art presenta il suo nuovo progetto negli spazi di Gluck50 a Milano.

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Dal 28 gennaio al 6 febbraio 2022, Reasoned Art, start-up società benefit italiana dedicata alla cryptoarte, in collaborazione con Lava Club presenta il suo nuovo progetto negli spazi di Gluck50 a Milano.

SUI GENESIS: Digital Shaping è una mostra di arte digitale sul concetto di “umano”, sull’identità e la creazione. Partendo dal gioco di parole suggerito dal titolo, quattro artisti italiani – Hardmetacore, Joe Karava Paola Pinna e Waarp – riflettono sul senso, oggi, nel nostro tempo, del concetto di genesis in quanto “nascita”: una rinascita che ha origine nel mondo reale e si conclude in quello digitale.

Nel suo scritto A Cyborg Manifesto (1985), Donna Haraway sosteneva che le tecnologie della comunicazione e le biotecnologie fossero gli strumenti principali per ricostruire i nostri corpi, insistendo sul fatto che un cyborg non può ricercare “un’identità unitaria e di conseguenza non può generare antagonistici dualismi senza fine”. Oggi, a quasi quarant’anni di distanza, quella riflessione si dimostra quasi premonitrice e più attuale che mai: SUI GENESIS: Digital Shaping propone una visione postumana attualizzata, privata di quelle ambiguità che sussistono tra il sé e il non-sé e di quel rapporto di dominio su chiunque sia inteso come altro e diverso.

L’essere umano non è più al centro del sistema, e questo gli permette di decidere chi e cosa diventare. La società attuale si configura in maniera sempre più fluida, consentendoci di abbandonare il modello binario che ha caratterizzato i secoli precedenti: naturale/artificiale, uomo/donna, mente/corpo, soggetto/oggetto.

Le opere degli artisti in mostra si interrogano proprio sulla necessità di superare questa dicotomia in favore di una rinascita capace di affrontare una realtà in divenire, infinitamente più complessa, e ci restituiscono una visione generale sulle possibilità di sviluppo e definizione del sé attraverso la tecnologia e le sue applicazioni presenti e future.

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Prima di andare via ti suggeriamo di dare un'occhiata al nostro articolo (sempre in aggiornamento) su I migliori libri sul Metaverso

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SUI GENESIS: Digital Shaping è una mostra di arte digitale sul concetto di “umano”, sull’identità e la creazione. Partendo dal gioco di parole suggerito dal titolo, quattro artisti italiani – Hardmetacore, Joe Karava Paola Pinna e Waarp – riflettono sul senso, oggi, nel nostro tempo, del concetto di genesis in quanto “nascita”: una rinascita che ha origine nel mondo reale e si conclude in quello digitale.

Nel suo scritto A Cyborg Manifesto (1985), Donna Haraway sosteneva che le tecnologie della comunicazione e le biotecnologie fossero gli strumenti principali per ricostruire i nostri corpi, insistendo sul fatto che un cyborg non può ricercare “un’identità unitaria e di conseguenza non può generare antagonistici dualismi senza fine”. Oggi, a quasi quarant’anni di distanza, quella riflessione si dimostra quasi premonitrice e più attuale che mai: SUI GENESIS: Digital Shaping propone una visione postumana attualizzata, privata di quelle ambiguità che sussistono tra il sé e il non-sé e di quel rapporto di dominio su chiunque sia inteso come altro e diverso.

L’essere umano non è più al centro del sistema, e questo gli permette di decidere chi e cosa diventare. La società attuale si configura in maniera sempre più fluida, consentendoci di abbandonare il modello binario che ha caratterizzato i secoli precedenti: naturale/artificiale, uomo/donna, mente/corpo, soggetto/oggetto.

Le opere degli artisti in mostra si interrogano proprio sulla necessità di superare questa dicotomia in favore di una rinascita capace di affrontare una realtà in divenire, infinitamente più complessa, e ci restituiscono una visione generale sulle possibilità di sviluppo e definizione del sé attraverso la tecnologia e le sue applicazioni presenti e future.

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SUI GENESIS: Digital Shaping è una mostra di arte digitale sul concetto di “umano”, sull’identità e la creazione. Partendo dal gioco di parole suggerito dal titolo, quattro artisti italiani – Hardmetacore, Joe Karava Paola Pinna e Waarp – riflettono sul senso, oggi, nel nostro tempo, del concetto di genesis in quanto “nascita”: una rinascita che ha origine nel mondo reale e si conclude in quello digitale.

Nel suo scritto A Cyborg Manifesto (1985), Donna Haraway sosteneva che le tecnologie della comunicazione e le biotecnologie fossero gli strumenti principali per ricostruire i nostri corpi, insistendo sul fatto che un cyborg non può ricercare “un’identità unitaria e di conseguenza non può generare antagonistici dualismi senza fine”. Oggi, a quasi quarant’anni di distanza, quella riflessione si dimostra quasi premonitrice e più attuale che mai: SUI GENESIS: Digital Shaping propone una visione postumana attualizzata, privata di quelle ambiguità che sussistono tra il sé e il non-sé e di quel rapporto di dominio su chiunque sia inteso come altro e diverso.

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Le opere degli artisti in mostra si interrogano proprio sulla necessità di superare questa dicotomia in favore di una rinascita capace di affrontare una realtà in divenire, infinitamente più complessa, e ci restituiscono una visione generale sulle possibilità di sviluppo e definizione del sé attraverso la tecnologia e le sue applicazioni presenti e future.

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