sabato, Dicembre 3, 2022

Partnership pluriennale su AR, tra NYT e Facebook

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Il New York Times e Facebook hanno stretto una partnership pluriennale per co-sviluppare filtri ed effetti di realtà aumentata (AR) su Instagram che aiutano gli utenti ad accedere e contestualizzare il giornalismo del New York Times. E’ la prima volta in assoluto che un giornale di tale prestigio sperimenta la tecnologia della realtà aumentata su larga scala e al di fuori del proprio sito Web e app. La partnership rappresenta anche un’evoluzione nel rapporto tra editori e aziende tecnologiche. All’interno del quotidiano è stato creato un team dedicato l'”AR Lab” composto da una dozzina di dipendenti. 

Questo team con il supporto di Facebook (che in cambio riceverà i feedback del New York Times) si occuperà di sviluppare filtri ed effetti di realtà aumentata utilizzando la piattaforma Facebook per sviluppatori chiamata “Spark AR Studio“, già nota ai lettori di questo magazine.

Il social network fornirà supporto finanziario e tecnico per il progetto, ma non avrà alcuna influenza sul lato editoriale. Al quotidiano rimarrà il pieno controllo del design e del contenuto degli effetti.

I primi filtri della serie di lancio contengono “pezzi visivi interattivi” legati al centenario del suffragio femminile, alla copertura degli incendi in California e alla qualità dell’aria durante il blocco del COVID-19.

Come funziona:

– gli utenti di Instagram possono interagire con i filtri e gli effetti nella pagina del profilo dell’account Instagram @NYTimes, nella scheda effetti. 

– I filtri saranno disponibili anche su Instagram per consentire agli utenti di sovrapporli alle proprie immagini e ai video che condividono con gli amici.

– “In realtà pensiamo che questi saranno utili per trasmettere il nostro giornalismo”, dichiara Monica Drake, assistente caporedattore del New York Times.

– Quando gli utenti incontrano gli effetti attraverso le nostre maniglie o le persone che condividono l’effetto, speriamo che vengano da noi per trovare una storia più completa. Dà loro un punto di ingresso nel nostro giornalismo.”

Inoltre storicamente il New York Times ha guidato per anni l’industria dell’informazione nella sperimentazione di diverse forme di narrazione utilizzando le nuove tecnologie. La sua agenzia pubblicitaria interna T Brand ha iniziato a lavorare con AR già nel 2017. Ed il primo esperimento in AR è arrivato già nel 2018 sulla propria app, come si è visto nel progetto che evidenzia quattro dei migliori atleti dei Giochi Olimpici Invernali 2018.

Il quadro generale:

– la nuova partnership rappresenta un’evoluzione nel rapporto tra The New York Times e Facebook, così come la più ampia dinamica tra editori e aziende tecnologiche. “Siamo in un’era in cui le grandi aziende tecnologiche sono anche grandi società di ricerca”, afferma Marc Lavallee, capo della ricerca e sviluppo del Times. * “L’investimento che Facebook sta facendo in AR in grande quantità fa sì che vogliamo assicurarci di avere una buona conoscenza operativa della tecnologia.”

Va anche però detto che il rapporto tra le due società non è sempre stato così amorevole. Ad esempio il NYT è stato uno dei primi ad abbandonare il prodotto Instant Articles di Facebook nel 2017, quando sembrava che i termini di monetizzazione favorissero Facebook.

Il suo ex CEO Mark Thompson aveva a volte criticato apertamente il social network per le sue politiche che avevano un impatto importante sull’industria dell’informazione. Da quel primo segnale d’allarme il social ha iniziato a investire nel suo rapporto con gli editori, ammettendoo che i suoi utenti si preoccupano molto del consumo di notizie sulle sue piattaforme. La partnership sarà quindi il suo primo impegno a lungo termine nella produzione di giornalismo condivisibile AR-first su Instagram.

E adesso? Il NYT afferma che si aspetta di poter pubblicare più filtri con storie su base molto più regolare nel prossimo futuro. Attendiamo!

e se volete scoprine di più ecco dove andare.

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Il New York Times e Facebook hanno stretto una partnership pluriennale per co-sviluppare filtri ed effetti di realtà aumentata (AR) su Instagram che aiutano gli utenti ad accedere e contestualizzare il giornalismo del New York Times. E’ la prima volta in assoluto che un giornale di tale prestigio sperimenta la tecnologia della realtà aumentata su larga scala e al di fuori del proprio sito Web e app. La partnership rappresenta anche un’evoluzione nel rapporto tra editori e aziende tecnologiche. All’interno del quotidiano è stato creato un team dedicato l'”AR Lab” composto da una dozzina di dipendenti. 

Questo team con il supporto di Facebook (che in cambio riceverà i feedback del New York Times) si occuperà di sviluppare filtri ed effetti di realtà aumentata utilizzando la piattaforma Facebook per sviluppatori chiamata “Spark AR Studio“, già nota ai lettori di questo magazine.

Il social network fornirà supporto finanziario e tecnico per il progetto, ma non avrà alcuna influenza sul lato editoriale. Al quotidiano rimarrà il pieno controllo del design e del contenuto degli effetti.

I primi filtri della serie di lancio contengono “pezzi visivi interattivi” legati al centenario del suffragio femminile, alla copertura degli incendi in California e alla qualità dell’aria durante il blocco del COVID-19.

Come funziona:

– gli utenti di Instagram possono interagire con i filtri e gli effetti nella pagina del profilo dell’account Instagram @NYTimes, nella scheda effetti. 

– I filtri saranno disponibili anche su Instagram per consentire agli utenti di sovrapporli alle proprie immagini e ai video che condividono con gli amici.

– “In realtà pensiamo che questi saranno utili per trasmettere il nostro giornalismo”, dichiara Monica Drake, assistente caporedattore del New York Times.

– Quando gli utenti incontrano gli effetti attraverso le nostre maniglie o le persone che condividono l’effetto, speriamo che vengano da noi per trovare una storia più completa. Dà loro un punto di ingresso nel nostro giornalismo.”

Inoltre storicamente il New York Times ha guidato per anni l’industria dell’informazione nella sperimentazione di diverse forme di narrazione utilizzando le nuove tecnologie. La sua agenzia pubblicitaria interna T Brand ha iniziato a lavorare con AR già nel 2017. Ed il primo esperimento in AR è arrivato già nel 2018 sulla propria app, come si è visto nel progetto che evidenzia quattro dei migliori atleti dei Giochi Olimpici Invernali 2018.

Il quadro generale:

– la nuova partnership rappresenta un’evoluzione nel rapporto tra The New York Times e Facebook, così come la più ampia dinamica tra editori e aziende tecnologiche. “Siamo in un’era in cui le grandi aziende tecnologiche sono anche grandi società di ricerca”, afferma Marc Lavallee, capo della ricerca e sviluppo del Times. * “L’investimento che Facebook sta facendo in AR in grande quantità fa sì che vogliamo assicurarci di avere una buona conoscenza operativa della tecnologia.”

Va anche però detto che il rapporto tra le due società non è sempre stato così amorevole. Ad esempio il NYT è stato uno dei primi ad abbandonare il prodotto Instant Articles di Facebook nel 2017, quando sembrava che i termini di monetizzazione favorissero Facebook.

Il suo ex CEO Mark Thompson aveva a volte criticato apertamente il social network per le sue politiche che avevano un impatto importante sull’industria dell’informazione. Da quel primo segnale d’allarme il social ha iniziato a investire nel suo rapporto con gli editori, ammettendoo che i suoi utenti si preoccupano molto del consumo di notizie sulle sue piattaforme. La partnership sarà quindi il suo primo impegno a lungo termine nella produzione di giornalismo condivisibile AR-first su Instagram.

E adesso? Il NYT afferma che si aspetta di poter pubblicare più filtri con storie su base molto più regolare nel prossimo futuro. Attendiamo!

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Il social network fornirà supporto finanziario e tecnico per il progetto, ma non avrà alcuna influenza sul lato editoriale. Al quotidiano rimarrà il pieno controllo del design e del contenuto degli effetti.

I primi filtri della serie di lancio contengono “pezzi visivi interattivi” legati al centenario del suffragio femminile, alla copertura degli incendi in California e alla qualità dell’aria durante il blocco del COVID-19.

Come funziona:

– gli utenti di Instagram possono interagire con i filtri e gli effetti nella pagina del profilo dell’account Instagram @NYTimes, nella scheda effetti. 

– I filtri saranno disponibili anche su Instagram per consentire agli utenti di sovrapporli alle proprie immagini e ai video che condividono con gli amici.

– “In realtà pensiamo che questi saranno utili per trasmettere il nostro giornalismo”, dichiara Monica Drake, assistente caporedattore del New York Times.

– Quando gli utenti incontrano gli effetti attraverso le nostre maniglie o le persone che condividono l’effetto, speriamo che vengano da noi per trovare una storia più completa. Dà loro un punto di ingresso nel nostro giornalismo.”

Inoltre storicamente il New York Times ha guidato per anni l’industria dell’informazione nella sperimentazione di diverse forme di narrazione utilizzando le nuove tecnologie. La sua agenzia pubblicitaria interna T Brand ha iniziato a lavorare con AR già nel 2017. Ed il primo esperimento in AR è arrivato già nel 2018 sulla propria app, come si è visto nel progetto che evidenzia quattro dei migliori atleti dei Giochi Olimpici Invernali 2018.

Il quadro generale:

– la nuova partnership rappresenta un’evoluzione nel rapporto tra The New York Times e Facebook, così come la più ampia dinamica tra editori e aziende tecnologiche. “Siamo in un’era in cui le grandi aziende tecnologiche sono anche grandi società di ricerca”, afferma Marc Lavallee, capo della ricerca e sviluppo del Times. * “L’investimento che Facebook sta facendo in AR in grande quantità fa sì che vogliamo assicurarci di avere una buona conoscenza operativa della tecnologia.”

Va anche però detto che il rapporto tra le due società non è sempre stato così amorevole. Ad esempio il NYT è stato uno dei primi ad abbandonare il prodotto Instant Articles di Facebook nel 2017, quando sembrava che i termini di monetizzazione favorissero Facebook.

Il suo ex CEO Mark Thompson aveva a volte criticato apertamente il social network per le sue politiche che avevano un impatto importante sull’industria dell’informazione. Da quel primo segnale d’allarme il social ha iniziato a investire nel suo rapporto con gli editori, ammettendoo che i suoi utenti si preoccupano molto del consumo di notizie sulle sue piattaforme. La partnership sarà quindi il suo primo impegno a lungo termine nella produzione di giornalismo condivisibile AR-first su Instagram.

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– la nuova partnership rappresenta un’evoluzione nel rapporto tra The New York Times e Facebook, così come la più ampia dinamica tra editori e aziende tecnologiche. “Siamo in un’era in cui le grandi aziende tecnologiche sono anche grandi società di ricerca”, afferma Marc Lavallee, capo della ricerca e sviluppo del Times. * “L’investimento che Facebook sta facendo in AR in grande quantità fa sì che vogliamo assicurarci di avere una buona conoscenza operativa della tecnologia.”

Va anche però detto che il rapporto tra le due società non è sempre stato così amorevole. Ad esempio il NYT è stato uno dei primi ad abbandonare il prodotto Instant Articles di Facebook nel 2017, quando sembrava che i termini di monetizzazione favorissero Facebook.

Il suo ex CEO Mark Thompson aveva a volte criticato apertamente il social network per le sue politiche che avevano un impatto importante sull’industria dell’informazione. Da quel primo segnale d’allarme il social ha iniziato a investire nel suo rapporto con gli editori, ammettendoo che i suoi utenti si preoccupano molto del consumo di notizie sulle sue piattaforme. La partnership sarà quindi il suo primo impegno a lungo termine nella produzione di giornalismo condivisibile AR-first su Instagram.

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