martedì, Agosto 16, 2022

Nelson – Jorit e il condominio dei diritti

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Un documentario di Omar Rashid. Jorit, è uno street artist che firma le sue opere con delle strisce rosse, quasi tribali, sui volti che dipinge.

Il documentario segue la realizzazione di un murales su un condominio popolare a Firenze. Dalla comunicazione ai residenti seguiamo il quartiere: il risveglio, la partecipazione, a volte la critica.

Jorit si racconta, sono tanti i dettagli che il giovane artista condivide col pubblico senza essere mai leggero, superficiale. Proprio come la sua opera che incita la città stessa ad approfondire. Il messaggio si sviluppa su più livelli, come la bilancia che lo porta su e giù per i 15 metri in cui prende vita la faccia di Madiba. Lo fa a partire dalle parole con cui scuote una mattina i residenti del quartiere popolare di Rifredi.

All’inizio non capiscono, poi la comprensione si fa strada, lo stupore supera un freddo supporto iniziale con il quale avevano accolto l’opera. Jorit è discreto, sa che sta entrando nella vita delle persone che ha intorno. Lo fa salutando al mattino, insegnando il napoletano ai fiorentini, rispondendo con fermezza alle domande banali di alcuni reporter. Passando con chiarezza il messaggio di uguaglianza che ha ispirato questa opera.

I passanti, i critici e l’amministrazione si raccolgono intorno al volto di Mandela, nascono discussioni sulla figura, sull’arte, sulla street art, sulla bravura dell’artista.

Qualcuno sente la forza evocativa dello sguardo, e risponde ” Anche oggi mi sono comportato bene!” Il volto di Mandela serve come monito: che mai si ripeta l’ingiustizia dell’apartheid. Il monito si trasforma in speranza, quegli occhi sono il simbolo dell’accoglienza e del superamento dell’odio. Jorit sospira. Si mette la maschera, e inizia a dipingere.

Clicca qui per guardare il documentario!

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Jorit si racconta, sono tanti i dettagli che il giovane artista condivide col pubblico senza essere mai leggero, superficiale. Proprio come la sua opera che incita la città stessa ad approfondire. Il messaggio si sviluppa su più livelli, come la bilancia che lo porta su e giù per i 15 metri in cui prende vita la faccia di Madiba. Lo fa a partire dalle parole con cui scuote una mattina i residenti del quartiere popolare di Rifredi.

All’inizio non capiscono, poi la comprensione si fa strada, lo stupore supera un freddo supporto iniziale con il quale avevano accolto l’opera. Jorit è discreto, sa che sta entrando nella vita delle persone che ha intorno. Lo fa salutando al mattino, insegnando il napoletano ai fiorentini, rispondendo con fermezza alle domande banali di alcuni reporter. Passando con chiarezza il messaggio di uguaglianza che ha ispirato questa opera.

I passanti, i critici e l’amministrazione si raccolgono intorno al volto di Mandela, nascono discussioni sulla figura, sull’arte, sulla street art, sulla bravura dell’artista.

Qualcuno sente la forza evocativa dello sguardo, e risponde ” Anche oggi mi sono comportato bene!” Il volto di Mandela serve come monito: che mai si ripeta l’ingiustizia dell’apartheid. Il monito si trasforma in speranza, quegli occhi sono il simbolo dell’accoglienza e del superamento dell’odio. Jorit sospira. Si mette la maschera, e inizia a dipingere.

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Jorit si racconta, sono tanti i dettagli che il giovane artista condivide col pubblico senza essere mai leggero, superficiale. Proprio come la sua opera che incita la città stessa ad approfondire. Il messaggio si sviluppa su più livelli, come la bilancia che lo porta su e giù per i 15 metri in cui prende vita la faccia di Madiba. Lo fa a partire dalle parole con cui scuote una mattina i residenti del quartiere popolare di Rifredi.

All’inizio non capiscono, poi la comprensione si fa strada, lo stupore supera un freddo supporto iniziale con il quale avevano accolto l’opera. Jorit è discreto, sa che sta entrando nella vita delle persone che ha intorno. Lo fa salutando al mattino, insegnando il napoletano ai fiorentini, rispondendo con fermezza alle domande banali di alcuni reporter. Passando con chiarezza il messaggio di uguaglianza che ha ispirato questa opera.

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Qualcuno sente la forza evocativa dello sguardo, e risponde ” Anche oggi mi sono comportato bene!” Il volto di Mandela serve come monito: che mai si ripeta l’ingiustizia dell’apartheid. Il monito si trasforma in speranza, quegli occhi sono il simbolo dell’accoglienza e del superamento dell’odio. Jorit sospira. Si mette la maschera, e inizia a dipingere.

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